“C’è una grigia cappa su Somma Vesuviana, come di piombo, ormai ve n’è certezza. Ordigni, l’ultimo stasera, intimidazioni, avvertimenti, attentati, minacce. Lo dicevo nel 2017, nulla è cambiato se non in peggio. Qui bisogna ripartire dalla Legalità” – il commento a caldo del consigliere di opposizione Salvatore Rianna subito dopo l’esplosione di un ordigno dinanzi all’abitazione di un professionista, un tecnico nel ramo dell’edilizia. La seconda bomba, a circa dieci giorni da un altro ordigno lasciato fuori dalla porta dello studio di un consigliere comunale e dal momento in cui si è appreso dai media che altre intimidazioni simili erano occorse a parenti di amministratori, è preoccupante. “C’è qualcosa che non torna, questo è evidente – dichiara Rianna – non ci si può limitare alla pur salda fiducia nelle forze dell’ordine. Da tempo Somma Vesuviana è oppressa da una grigia coltre che non può essere squarciata dalla semplice enunciazione di Legalità, né servono riunioni, proclami o consessi ipocriti dove pubblicamente ci si dichiara solidali con la vittima di turno. La legalità è qualcosa di più complesso, deve trasparire in ogni singolo atto della vita amministrativa, dovrebbe accomunarci tutti”. “Non si può più rimanere in silenzio – aggiunge il consigliere Rianna – in un paese dove tutte le iniquità sembrano normali finché non toccano gli interessi di qualcuno, né accorgersi solo ora di quello che ci sta capitando intorno”.








