COnclusione delle indagini per l’atroce delitto dell’attivista gay Vincenzo Ruggiero: disposto l’interrogatorio per Ciro Guarente

L'Ora Vesuviana
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Nella combo, da sinistra, Ciro Guarente, Heven Grimaldi, Vincenzo Ruggiero. Guarente, reo confesso dell'omicidio per gelosia di Ruggiero, avrebbe ucciso il 7 luglio il rivale e fatto poi a pezzi il corpo per poterlo seppellire più facilmente. Napoli, 31 luglio 2017. Le foto sono tratte dai profili facebook di Heven Grmaldi e di Vincenzo Ruggiero.

Sarà interrogato nei prossimi giorni il 36enne Ciro Guarente, in carcere da quasi 11 mesi per l’omicidio, avvenuto il 7 luglio scorso in un’abitazione di Aversa, di Vincenzo Ruggiero, attivista gay che per la Procura di Napoli Nord sarebbe stato ucciso a colpi di pistola da Guarente e poi fatto a pezzi. Il cadavere così ridotto fu nascosto in autolavaggio del quartiere napoletano di Ponticelli, e trovato sotto un massetto di cemento nel punto dove solitamente c’era il cane da guardia. Dieci giorni fa la Procura di Napoli Nord, in particolare il sostituto Vittoria Petronella, ha notificato l’avviso di conclusione indagini a Guarente, e all’altro indagato Francesco De Turris, accusato di aver ceduto al presunto omicida la pistola calibro 7,65 usata per uccidere Ruggiero.

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