Scacco alla camorre di Ponticelli: tutti i nomi dell’esercito di Marco De Micco ‘o Bodo

L'Ora Vesuviana
2 Min Read
Uno dei tatuaggi scoperto sui corpi degli affiliati al Clan di camorra '' De Micco '' durante le indagini che hanno condotto all'arresto di dodici persone, Per gli investigatori alcuni affiliati testimoniavano l'adesione incondizionata all'organizzazione camorristica facendosi tatuare sul corpo la scritta "Bodo" personaggio di fumetti per bambini ma soprattutto soprannome del capo del clan Marco De Micco, 27 maggio 2014. ANSA / QUESTURA DI NAPOLI

Scacco alla camorre di Ponticelli: tutti i nomi dell’esercito di Marco De Micco ‘o Bodo: tra i 23 arresti di ieri (22 in carcere e uno ai domiciliari) 12 sono stati ammanettati ieri gli altri 10 già erano detenuti. Si tratta di Luigi De Micco, 41 anni, ritenuto reggente dopo l’arresto del fratello Marco De Micco ‘o Bodo e scampato a un agguato nel novembre 2016, Roberto Scala, 41 anni, e Moreno Cocozza, 31 anni.
E ci sono quelli accusati di aver fatto parte del gruppo di fuoco: Davide Principe, Antonio De Martino e Antonio Autore, rispettivamente 38, 28 e 24 anni. Gli altri sono: Giuseppe Borriello, 29 anni, Lino Carbone, 20 anni, Francesco De Bernardo, 28 anni, Luigi De Liguori, 40 anni, Giuseppe De Martino, 27 anni, Alessio Esposito, 23 anni, Michele Gentile, 25 anni, Domenico Limatola, 26 anni, Giuseppe Napolitano, 37 anni, Giovanni Ottaiano, 38 anni, Roberto Pane, 33 anni, Nicola Pizzo, 36 anni, Fabio Riccardi, 34 anni, Vincenzo Scala, 49 anni, Gennaro Sorrentino, 39 anni, e Nunzio Daniele Montanino, 41 anni.
Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione. Grazie anche alla collaborazione dei due nuovi pentiti del clan, Ciro Niglio e Rocco Capasso, sono stati ricostruiti l’omicidio di Salvatore Solla detto Tore ‘ o sadico e il ferimento del suo amico Giovanni Ardu, oltre sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione. Dall’inchiesta è emerso che l’omicidio del 23 dicembre 2016 fu organizzato da Luigi De Micco, Antonio De Martino fu l’esecutore e Alessio Esposito e Davide Principe presero parte alla pianificazione e poi incendiarono il furgone usato. Solla pagò con la vita il rifiuto a pagare il pizzo sui proventi della piazza di spaccio che gestiva al Lotto 0 di Ponticelli.

Share This Article